Dr. Matteo Diquigiovanni,    Doctor in Chiropratic (UK)

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Lombalgia

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Spesso denominato erroneamente e impropriamente
“colpo della strega” è un episodio di lombalgia acuta
che si manifesta con un dolore particolarmente intenso
con un senso di estrema rigidità lungo tutta la regione
lombare costringendo a rimanere nella posizione in cui
si avverte il colpo.


Non è una malattia ma un sintomo che affligge almeno l’80% della popolazione almeno una volta nella vita. Si manifesta in modo più o meno acuto, con una sintomatologia che varia da persona a persona. Nella maggior parte dei casi se è di origine meccanica, il più delle volte insorge a causa di movimenti insoliti, forzati, troppo intensi o mal controllati.
Una delle situazioni più a rischio per esempio è il chinarsi per raccogliere un oggetto caduto compiendo un movimento apparentemente banale che in realtà va a sollecitare in maniera anomala o eccessiva la muscolatura paravertebrale.

La lombalgia acuta è caratterizzata da un tipo di dolore causato da una lesione muscolare, legamentosa, articolare e/o discale, che si accompagna a fenomeni infiammatori. L’infiammazione e il dolore fanno parte del processo di guarigione e cessano, quindi, a guarigione completata.
 
                    

Le articolazioni protette dalla capsula articolare e lubrificate da fluido sinoviale si irritano e si infiammano riducendo i movimenti e quelli permessi sono spesso dolorosi e ridotti a causa anche di irrigidimento muscolare.




Una irradiazione alla coscia, alla gamba o al piede suggerisce il coinvolgimento  delle  radici nervose (lomboscaiatalgia  o sciatica).



Il dolore acuto a livello del rachide è, quindi, un segnale d’allarme per un’avvenuta lesione, una reazione di difesa,
uno stimolo a cambiare posizione; ha un ruolo protettivo
e adattativo, serve a impedire i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale.
Fattori di rischio fisici sono una pregressa lombalgia,
una lunga durata dei sintomi, un dolore esteso,
un dolore irradiato agli arti inferiori, una limitazione della mobilità articolare, una errata gestione ergonomica
del corpo, un basso livello di attività fisica, il sovrappeso,
il fumo e altri disturbi dell’apparato locomotore.