Dr. Matteo Diquigiovanni,    Doctor in Chiropratic (UK)

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La postura

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La postura individua in un soggetto:
•    Come sta in posizione eretta
•    Come deambula

E’ la disposizione del corpo ad ogni istante ed è l’insieme delle posizioni di tutte le articolazioni del corpo in quell’istante. La posizione di ogni articolazione ha un effetto sulla posizione delle altre articolazioni.

la postura

Oggetto della postura è il SISTEMA POSTURALE composto da:
•    Colonna vertebrale e bacino
•    Piedi                       
•    Sistema muscolare               
•    Occhi

Tutti interconnessi fra loro dal Sistema Nervoso Centrale e Periferico

Non esiste la postura perfetta; esiste un canone di confronto che può essere definito come postura ideale.  Una postura ideale è corretta quando è minimo lo stress applicato ad ogni articolazione. Ogni posizione che aumenta lo stress nelle articolazioni è una postura scorretta.

Un’alterazione della postura ideale che determina a sua volta una postura scorretta può essere il risultato di un effetto  cumulativo di ripetuti piccoli stress per un prolungato lasso di tempo oppure causata da uno stress anormale per un periodo di tempo relativamente breve.

Un’alterazione della postura ideale può essere suddivisa in alterazione:

•    NORMO-POSTURALE: l’individuo nasce con variazioni (eg. Piede piatto) dal canone ideale. E’ funzionale e quindi in equilibrio statico e dinamico. Non crea alcun dolore o problema fisico quindi non serve correggerlo, cosa che invece potrebbe creare a sua volta un problema perché interferisce sull’equilibrio statico e dinamico.

•    COMPENSATORIO-POSTURALE: l’individuo non ha apparentemente alcun dolore, ma esiste comunque una disfunzione (eg. piede piatto, piede valgo) che il corpo “by-passa” adeguandosi con una compensazione che altera l’equilibrio statico e dinamico. A lungo termine se non corretto tale compensazione porta al sorgere di problemi e sintomi vari.

•    PATOLOGICO-POSTURALE: l’individuo presenta difetti di carattere fisico. Questi possono essere:

o    Congeniti: gamba più corta, variazioni dell’angolo della testa del femore, una emivertebra, cc. Necessitano dunque molto più che un intervento posturale se la correzione è possibile o necessaria.
o    Acquisiti:
•     una patologia deformante del sistema scheletrico e/o muscolare congenita o traumatica: artrite reumatoide; poliomielite; fratture; ecc
•    una patologia di altri organi; enfisema polmonare; malattie neurologiche; ecc
o    Una forma di alterazione COMPENSATORIO-POSTURALE che è presente da molto tempo, mai corretto che ha sviluppato dei sintomi.

Lo studio del SISTEMA POSTURALE prende in esame l’individuo nel suo insieme, quindi da un punto di vista neuro-muscolo-scheletrico.



Bisogna però ricordare che l’assetto del sistema posturale di una persona cambia nel corso della sua evoluzione: le curve primarie (toracica e sacrale) alla nascita; formazione delle curve secondarie nel periodo dello sviluppo (cervicale e lombare); un piede piatto nei primi anni di vita fino alla comparsa dell’arco mediale longitudinale; aumento delle curve primarie fino a livelli di ipercifosi e perdita delle lordosi accompagniate da fenomeni artrosici durante la vecchiaia.


Infatti alterazioni della colonna vertebrale ed eventuali disfunzioni, a loro volta influiscono sui normali processi di feed-back di tali recettori con i loro organi (piede, occhio). Se il normale processo di feed-back e’ disturbato o interrotto, la RIPROGRAMMAZIONE sarà inefficace e limitata.

Secondo Vogt et al. (2001), la colonna vertebrale e più specificatamente il rachide lombare gioca un ruolo attivo ed importante nella deambulazione umana. In particolare, “considerare che la colonna vertebrale come un supporto passivo e una struttura rigida non è adeguato, perché e’ stato dimostrato che la deambulazione è il prodotto di oscillazioni spinali in tutti i piani anatomici.” (Vogt et al., 2001)

La colonna vertebrale non allineata contiene muscoli atrofici da un lato e muscoli ipertrofici dall'altro che la deformano.

Gli organi propriocettivi che misurano la tensione nei muscoli, i cosiddetti «muscle spindles» neuro-muscolari e quelli nei tendini, gli organi di «Golgi», conducono, tramite i tratti nervosi spino-cerebellari, gli impulsi delle strutture di portamento, al cervello. Quest'ultimo integra le informazioni raccolte e riconduce nuovi impulsi nervosi, tramite i tratti cerebro-spinali, ai muscoli di portamento. Con il camminare in una posizione eretta, i centri di movimento situati maggiormente nel cervelletto, imparano come innervare meglio la fascia muscolare spinale.

Inoltre, secondo Christensen e Nilsson (1999), soggetti assintomatici hanno una buona capacità di riprodurre la posizione “zero neutrale” della testa dopo i movimenti attivi flessione/estensione, rotazione e flessione laterale. Con variazioni del sistema posturale, tale capacità viene meno rendendo meno efficaci eventuali esercizi di riprogrammazione oculomotori.

Bisogna perciò ricordare che la riprogrammazione  del SISTEMA POSTURALE va affrontata sia staticamente che dinamicamente.

•    Staticamente con la riflessologia, mobilizzazioni e manipolazioni vertebrali, bagni idroterapici o termali, ecc..

•    Dinamicamente con la riabilitazione (passiva ed attiva)

Con la terapia manuale, la posizione corretta della colonna vertebrale continua ad essere mantenuta da impulsi continui, corretti dai centri nervosi motori cerebrali.
Si verifica dunque un raddrizzamento del rachide tramite un'autogestione del sistema nervoso. Col tempo e l'esercizio continuato e costante, i centri motori cerebrali subiscono una RIPROGRAMMAZIONE.
Il secondo passo del processo di RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE è il mantenimento del nuovo assetto posturale. Questo avviene nel tempo con il ripetere eventuali cicli di terapia e gli esercizi impostati.